Di cosa si tratta: Arte SPETTACOLO LAZIO: ROBERT LANG: ROSSO C 01020?
Arte SPETTACOLO LAZIO: ROBERT LANG: ROSSO C 01020 CON IL PATROCINIO
DEL COMUNE DI PROCENO E COOPERATIVA DI COMUNITà PROCENO ROSSO C
01020: ROBERT LANG, a cura di Antonio E.M. Giordano Palazzo Guido
Ascanio Sforza, PROCENO (VT) Inaugurazione sabato 11 Luglio ore 17, la
mostra sarà visitabile fino al 17 agosto Orario: da mercoledì a
venerdì e domenica 9:00-13:00; sabato e lunedì 15:00-19.00
InfoPoint: +39 3783080580, Contatti: coopproceno@gmail.com Complementi
del titolo della mostra personale dell’artista concettuale tedesco
ROBERT LANG POTREBBERO ESSERE "L'Impronta del Tempo e il Potere della
Memoria" oppure "ll Battito della Terra, la Traccia della Storia".
ROSSO C 01020 NON è soltanto il titolo della mostra di ROBERT LANG;
è un codice genetico, un'intersezione semantica dove il potere
ecclesiastico del passato si innesta nel presente geografico della
Tuscia. Il "ROSSO C" richiama l'autorità del cardinale Guido Ascanio
Sforza, il cui abito talare ha impresso nei secoli il colore di una
domus di potere; "01020" è il codice di avviamento postale di
PROCENO, cifra che sigilla l'appartenenza a questo borgo incastonato
lungo la Via Francigena, luogo di passaggio, di sosta e di lenta
sedimentazione storica. Nell'opera di Lang, la dicotomia tra il sacro
potere del Cardinale e la prosaica umiltà della terra rurale viene
risolta attraverso l'atto performativo del calco. Come documentato
nell’opera (Impronta di memoria), l’impronta del pavimento del
Palazzo G.A. Sforza — il luogo dove l’autorità del Camerlengo di
Santa Romana Chiesa si faceva architettura — diviene, nelle mani
dell'artista, una superficie tattile che conserva la memoria del
suolo. Utilizzando il lattice e il silicone per elevare la materia
povera del pavimento a una dignità museale, Lang compie un'operazione
di archeologia del presente: egli non riproduce il luogo, ma lo
"spoglia", rendendo visibile la trama stratificata che sta sotto i
nostri passi. La dinamica espositiva, descritta dall'artista
nell'opera (calco di pavimento in cotto) articola questa riflessione
in un dialogo tra stasi e movimento. Se il grande calco centrale
inquadrato e le due impronte libere su sostegni in alluminio evocano
una presenza totemica, la serie di dipinti — pensati come bandiere
che scendono verso il pavimento — crea un legame diretto tra la
verticalità della storia e l'orizzontalità della terra. Queste
"bandiere", permeate del ROSSO CARDINALIZIO, non celebrano una
vittoria politica, ma la persistenza di un territorio. Esse oscillano
tra il ricordo del fasto rinascimentale e l'urgenza di un'ecologia che
richiama l'Uomo al rispetto del proprio contesto geografico. In questa
cornice, la Via Francigena, asse portante della Tuscia che attraversa
PROCENO, diventa metafora dell'intero percorso espositivo: un cammino
di consapevolezza in cui il visitatore è chiamato a riconoscere, nel
"01020", non un semplice dato burocratico, ma la traccia vivente di
un'identità rurale che resiste al tempo. Lang, attraverso la sua
poetica della traccia, ci ricorda che abitare un luogo significa
innanzitutto esserne profondamente, e fisicamente, impregnati. Antonio
E.M. Giordano Palazzo Guido Ascanio Sforza, PROCENO (VT) Inaugurazione
sabato 11 Luglio ore 17, la mostra sarà visitabile fino al 17 agosto
Orario: da mercoledì a venerdì e domenica 9:00-13:00; sabato e
lunedì 15:00-19.00 InfoPoint: +39 3783080580, Contatti:
coopproceno@gmail.com
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08/07/2026 Last update