La chiesa della Madonna della Neve riapre al pubblico come parte del progetto della Rete Romanica di Collina , che offre l’opportunità di riscoprire il patrimonio storico e culturale del Monferrato . Situata in una posizione panoramica , la chiesa rappresenta un importante esempio di architettura romanica nel territorio, che da secoli è stato un punto di riferimento per la comunità locale. L’iniziativa non si limita alla sola apertura della chiesa, ma comprende anche i Cammini del Romanico , che collegano le varie chiese della zona. I visitatori potranno percorrere i sentieri che attraversano il suggestivo paesaggio collinare, ricco di flora e fauna , immergendosi in un’esperienza che unisce arte, storia e natura. I dettagli del cammino romanico a Cocconato, culminante la visita della chiesa della Madonna delle Neve, si possono consultare al seguente link . La chiesa della Madonna della Neve Situata su un rilievo collinare tra Cocconato e Montiglio , la chiesa della Madonna della Neve si inserisce in un paesaggio caratterizzato da vigneti e dalle valli di Versa e Marcellina . Quest’area, ricca di reperti romani , era attraversata da un’ importante strada medievale che seguiva il tracciato dell’antica via romana tra Asti (Hasta Pompeia) e Monteu da Po (Industria) , testimoniando la centralità storica di questo territorio. Le prime notizie documentate risalgono al 1250 , quando la chiesa compare come pieve appartenente alla diocesi di Vercelli . Nel 1474 , con la creazione della diocesi di Casale , entrò a farne parte, ma nel corso dei secoli perse progressivamente importanza fino a decadere, mentre la funzione parrocchiale veniva trasferita alla chiesa del paese , più vicina al castello. Alla fine del Seicento , la chiesa venne ricostruita e rimaneggiata più volte nei secoli successivi. Scavi archeologici e trasformazioni architettoniche Della struttura originale romanica , oggi poco visibile, restano tracce significative grazie agli scavi del 1989 , che hanno portato alla luce: fondazioni altomedievali rocchi di colonne un capitello decorato, unico elemento superstite dell’antico apparato scultoreo, attualmente riutilizzato come base dell’altare abside semicircolare, facendo ipotizzare che l’edificio avesse un’impianto basilicale a tre navate cimitero medievale attorno alla chiesa L’attuale struttura, frutto di rifacimenti ottocenteschi , è in mattoni e arenaria , con una facciata sobria , sormontata da un timpano e caratterizzata da tre finestre . Restauri L’ interno , completamente riplasmato, presenta volte a botte con unghie e un’ aula unica , mentre gli interventi di restauro del 1989 e del 2017 hanno consolidato l’edificio, minacciato dallo scivolamento del terreno argilloso . Alcuni elementi architettonici dell’antica pieve sono stati riutilizzati nella chiesa parrocchiale di Cocconato , come testimoniano i blocchi di arenaria impiegati nei muri perimetrali e un archivolto romanico conservato nel muraglione di sostegno. Curiosità storiche Oltre alla sua importanza religiosa e storica, la chiesa è legata a un episodio curioso: nel 1800 , la torre medievale di Cocconato fu scelta per ospitare una stazione del telegrafo ottico Chappe , il sistema di comunicazione visiva voluto da Napoleone per collegare Parigi con Milano e Venezia . Grazie alla sua posizione strategica sulle colline del Monferrato , la stazione di Cocconato permise per alcuni anni il passaggio dei segnali ottici tra Torino e Albugnano , fino alla dismissione del sistema nel 1814 . Struttura geografica della rete L’accoglienza, la visita e la conoscenza delle 26 abbazie e chiese romaniche , nel territorio tra Po e Monferrato, fanno da corona a Santa Maria di Vezzolano, importante abbazia romanica situata nel comune di Albugnano. Oltre alla sua funzione spirituale, l’abbazia, sorta sul finire dell’XI secolo, era anche un centro di accoglienza per i pellegrini e di diffusione della cultura religiosa. La sua posizione strategica nel paesaggio monferrino la rendeva un punto di riferimento per il territorio circostante. La Rete Romanica di Collina ne rappresenta un “perimetro” o una cornice, contribuendo a creare un insieme di grande importanza storica e culturale .