Un’esposizione che riporta alla luce un nucleo raro di dipinti
giapponesi ottocenteschi, inserendoli nel percorso storico e culturale
di una residenza sabauda profondamente segnata dal collezionismo
internazionale. il nucleo delle opere La mostra presenta ventuno
dipinti giapponesi, tra carte dipinte e kakemono su seta, affiancati
da vasi da giardino in ceramica blu e bianca, restituendo un insieme
coerente e sorprendente per qualità espressiva e varietà
iconografica. I soggetti spaziano tra scene di vita quotidiana, figure
femminili, animali simbolici e immagini sospese tra realtà e
immaginazione, offrendo uno sguardo vivido sulla cultura visiva del
Giappone di fine Ottocento. Origine e collezionismo Le opere
provengono dalle collezioni storiche del Castello di Agliè e furono
acquistate in Giappone da Tomaso di Savoia-Genova durante un lungo
viaggio ufficiale in Estremo Oriente, entrando a far parte degli
inventari del Castello all’inizio del Novecento. Il loro arrivo
testimonia il diffuso interesse per l’Oriente nell’Italia
post-unitaria e il ruolo del viaggio come strumento di conoscenza,
appropriazione culturale e costruzione dell’immaginario. Restauro e
conservazione Un articolato intervento di restauro conservativo ha
restituito stabilità e leggibilità alle opere, affrontando le
delicate problematiche materiali dei dipinti orientali montati secondo
criteri occidentali. Il lavoro ha permesso di recuperare cromie,
dettagli e qualità formali, rendendo nuovamente accessibile un
patrimonio a lungo poco visibile. Il dialogo con il castello
L’allestimento crea un dialogo diretto con gli spazi storici del
Castello, mettendo in relazione i dipinti con altri oggetti
provenienti dallo stesso contesto di viaggio, come armature giapponesi
e manufatti orientali. Ne emerge una narrazione fatta di incontri
culturali, esperienze personali e memoria materiale, in cui il viaggio
diventa racconto visivo e stratificazione storica.
culture
painting
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20/04/2026 Last update