Una fiaba leggera e poetica sul tempo, con protagonista un re che ha rinunciato a tutto per pescare un pesce fra i milioni che vivono nel mare. "Il re pescatore", al Teatro Goldoni domenica 30 marzo alle 16.00, chiude la stagione della rassegna "Famiglie a Teatro" raccontando a bambini e bambine una storia delicata e divertente sul tempo, custode come il mare dei nostri sogni e desideri più segreti.
Ad essere narrata sul palco del Goldoni è la fiaba di un re che ha abbandonato ogni cura di sé e del suo regno per dedicare tutto il suo tempo a pescare un pesce favoloso, che porta con sé un segreto che dal fondo del mare lo chiama con voce amica. Un giorno, però, viene a disturbarlo uno strano signore, tutto preso da mille impegni quotidiani di cui vorrebbe liberarsi con un bel tuffo in mare, proprio accanto al re pescatore. Il re glielo impedisce perché il tuffo farebbe scappare il pesce e con lui ogni speranza di conoscere quel mistero. Il re e il bagnante decidono così di attendere insieme il momento giusto per realizzare il proprio piccolo, grande sogno celato dal mare.
I personaggi de "Il re pescatore" — una produzione Fondazione Teatro Ragazzi e Giovani Onlus — vivono il tempo con una loro particolare concezione. Pasquale Buonarota, Alessandro Pisci e Elena Campanella, nei panni del re, della bambina, del pesce-bambina e del bagnante, fanno dialogare le dimensioni temporali e spaziali distinte e contigue dei personaggi. Il re e la bambina vengono da un tempo mitico e leggendario, il bagnante è un uomo del presente, il pesce-bambina vive nel silenzio epico del mare, il re e il bagnante vivono i contrasti quotidiani della terraferma. Il tempo della saggezza è incarnato dalla pazienza della bambina, il tempo degli adulti è il tempo distratto da impegni e preoccupazioni. L’invito cui questa favola si fa portatrice è di considerare il tempo come un’esperienza non soggettiva ma condivisa. La scenografia è stata creata da Lucio Diana, costumi di Federica Genovese, alle luci Bruno Pochettino, mentre le musiche originali sono di Pasquale Buonarota e Diego Mingolla.