Veronensis, atto secondo. Il progetto fotografico di Leonardo Ferri
che racconta l’anima di Verona attraverso 130 ritratti in bianco e
nero, torna in una MOSTRA APERTA AL PUBBLICO DAL 13 AL 21 GIUGNO A
PORTA PALIO (orari: mercoledì, giovedì, venerdì dalle 16 alle 20 |
sabato dalle 10 alle 21 | domenica dalle 10 alle 20) dove sarà
possibile ammirare gli SCATTI SCELTI PER IL VOLUME, due per ogni
soggetto.Verona raccontata dai suoi volti, dalle storie e dai legami
che la attraversano. Il tutto cristallizzato in scatti d’autore
raccolti in unico volume. È questa l’anima di Veronensis, il
progetto fotografico di Leonardo Ferri, fotografo toscano di origine
ma veronese d’adozione, presentato in un vernissage promosso
dall’Associazione Culturale Historia APS con la partecipazione di
ABEO Verona e di molti dei suoi protagonisti. Un ritratto collettivo e
intimo, capace di fissare nel tempo la bellezza quotidiana di Verona e
delle persone che la rendono viva. Un mosaico di volti – noti e meno
noti – scelti per rappresentare la pluralità e la vitalità di
Verona: uomini e donne di cultura, di impresa, di sport, di arte, ma
anche persone comuni, che incarnano a loro modo la veronesità. Tra i
soggetti immortalati figurano l’imprenditore Michele Bauli, Bruno
Giordano e Filippo Manfredi di Fondazione Cariverona, musicisti come
Edoardo Strabbioli (pianista) o Alberto Martini (primo violino
concertatore) ma anche persone meno sotto i riflettori come il fabbro
Alessandro Ceoletta e personaggi indimenticabili come Leopoldo
Conforti, ricordato come il re delle chiavi e delle cassaforti.
Veronensis è un libro fotografico ma soprattutto l’atto primo di un
racconto collettivo. 130 ritratti in bianco e nero, frutto di un anno
di lavoro, che compongono una narrazione viva e corale della città.
«Questo progetto nasce come un gesto di gratitudine – spiega
Leonardo Ferri – perché Verona mi ha accolto come un figlio. Sono
arrivato qui dieci anni fa e questa città è diventata la mia casa.
Con “Veronensis” ho voluto restituire qualcosa, raccontando la mia
storia attraverso le storie di chi la rappresenta e la compone».
Nato a settembre 2024 per celebrare i primi dieci anni di vita di
Ferri in terra scaligera, Veronensis imprime su pellicola un tempo,
dei volti e dei passaggi epocali della città. Un ritratto collettivo
e intimo capace di fissare nel tempo la bellezza quotidiana di Verona
e delle persone che la rendono viva. Un’opera che, nel tempo,
diventerà memoria condivisa di un’epoca e testimonianza di una
città che si riconosce nella propria comunità. «Non volevo fosse un
progetto verticale, autocelebrativo – racconta Ferri – ma un
lavoro orizzontale, fatto da e per i veronesi. Tutte le persone
coinvolte hanno partecipato attivamente, contribuendo anche con la
propria fiducia e la segnalazione, a loro volta, di altri “volti
simbolo”. Per questo dico che Veronensis non è un lavoro a quattro
mani, ma a 260 mani. Tante quanti i soggetti che ho avuto l’onore di
incontrare e di scattare nella loro routine e talvolta in situazioni
inusuali. Quello che presenteremo è solo il primo volume di altri. La
considero una missione personale e collettiva che ogni volta andrà
anche a sostenere cause sociali del territorio».
Il volume è stato interamente autofinanziato e vive della
partecipazione delle persone coinvolte e della loro volontà di
condividere. Una scelta che sottolinea il valore etico e civico
dell’iniziativa, che si completa in un gesto solidale: i proventi
derivanti dalla vendita del libro, al netto delle spese di
realizzazione, sono devoluti ad ABEO Verona – Associazione Bambino
Ematopatico Oncologico, a sostegno dei bambini in cura e delle loro
famiglie. Con una donazione minima consigliata di 50 euro è ancora
possibile ricevere il libro-catalogo della mostra, contribuendo
direttamente a una causa che unisce arte e solidarietà. Nel dicembre
2025 sono stati consegnati 5.500 euro per progettualità legate a
Villa Fantelli.
music
exhibit
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04/06/2026 Last update