La mostra nasce come un viaggio ideale dentro l’universo formativo e
spirituale di Cesare Pavese, un cammino che non si misura in
chilometri ma in pagine, segni e parole. Lontano dal mito del viaggio
geografico, il percorso propone un itinerario simbolico nella sua
educazione sentimentale e intellettuale, dal banco di scuola fino ai
quaderni di appunti, alle prime traduzioni, ai libri annotati a
matita. Il visitatore è guidato attraverso una narrazione che
ricostruisce il modo in cui Pavese imparò a leggere e a scrivere non
solo come gesti tecnici, ma come atti di pensiero e di vita. Imparare
di nuovo a leggere, imparare di nuovo a scrivere Il filo conduttore
dell’esposizione è l’invito a ri-imparare a leggere e a scrivere,
un motto che diventa chiave di lettura per comprendere il senso
profondo della formazione pavesiana. Abbecedari, manuali scolastici,
quaderni e antichi testi didattici diventano strumenti per tornare
all’origine della parola, per ricordare che la cultura nasce da un
esercizio costante di attenzione. L’allestimento mostra come la
lettura, per Pavese, non fosse un atto di svago ma una disciplina
dell’anima, un modo di costruire la propria identità e di misurarsi
con la solitudine e la memoria. Il valore della parola In ogni sezione
emerge la centralità della parola scritta come forma di resistenza e
di conoscenza. Nei manoscritti, nei quaderni e nei documenti esposti
si avverte la tensione di uno scrittore che cercava nella lingua una
patria possibile, una casa interiore in cui abitare. Ogni oggetto
diventa una soglia tra l’infanzia e la maturità, tra
l’apprendimento e la creazione, tra il silenzio e il bisogno di
dire. Il percorso invita a fermarsi, a leggere lentamente, a
restituire alla parola la sua densità morale ed estetica, così come
Pavese insegnava nei suoi scritti e nei suoi diari. Un dialogo tra
memoria e formazione La mostra, curata dal collezionista Claudio
Pavese, intreccia fonti originali, testi scolastici e testimonianze
biografiche, rivelando come la vita dello scrittore sia stata segnata
da un continuo confronto tra studio, disciplina e immaginazione. Ne
scaturisce il ritratto di un uomo che fece della cultura un destino e
della memoria una forma di viaggio, senza mai lasciare davvero la
propria terra.
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03/11/2025 Last update